Un viaggio attraverso l'opera completa di Leonardo, dai manoscritti, alle sue impronte digitali, fino ai Leonardismi.


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Salviamo Leonardo

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L'Impronta del genio

futurismoRicostruita l'impronta di un intero polpastrello di Leonardo, forse del dito indice della mano sinistra. E' l’unica traccia "biologica" ad oggi conosciuta lasciata dal grande genio.

Il Museo Ideale Leonardo Da Vinci svolge da anni la ricognizione delle impronte digitali di Leonardo, non solo nei suoi dipinti, ma anche nei suoi manoscritti, grazie alle ricerche del suo direttore Alessandro Vezzosi, che si è interessato a questa problematica dal 1978 e già nel 1989 ha curato (con introduzione di Carlo Pedretti) il primo CD rom: "Leonardo. La pittura digitale" (Acta-Fondiaria-Bassilichi-Giunti).

Dal 2002 la ricerca si è arricchita grazie alla collaborazione con Luigi Capasso, direttore dell’Istituto di Antropologia e del Museo di Storia delle Scienze Biomediche dell’Università "G. d’Annunzio" di Chieti e Pescara, che ha ricostruito – con sofisticate tecniche dattiloscopiche – l’impronta di un intero polpastrello del genio. Recentemente la collaborazione si è estesa anche al RACIS - Sezione Dattiloscopia del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma.

Grande interesse suscita questo tipo di indagine, sia per gli studiosi, perché potrà essere utilizzata per eventuali verifiche sull’autografia di opere dubbie o non documentate; sia per il grande pubblico, poiché si potranno ricostruire tratti della personalità di Leonardo.

Secondo Luigi Capasso l’impronta di Leonardo dimostra caratteristiche "arabe", che trovano per altro riscontro nell’ipotesi di Alessandro Vezzosi che la madre di Leonardo fosse di origini orientali. Tale impronta è l’unica traccia "biologica" ad oggi conosciuta lasciata dal grande genio.